Resistere alla nostalgia del sepolcro. Il «come prima» non ci serve

Resistere alla nostalgia del sepolcro. Il «come prima» non ci serve

Maria di Magdala, dopo aver dato l’allarme sulla sparizione del corpo di Gesù, piange con lo sguardo ancora fisso sul sepolcro vuoto. Persino quando il Risorto in persona la interpella, ella lo scambia per il guardiano del giardino. Ed è solo quando sentendosi chiamata per nome si volge verso di Lui, invertendo di 180 gradi la direzione del suo sguardo rispetto al sepolcro, che lo riconosce. Abbiamo letto tutto questo nel brano del Vangelo di Giovanni immediatamente successivo a quello proclamato nella Messa del Giorno di Pasqua. E ieri il Papa, nell’omelia della Messa di Santa Marta, lo ha commentato al culmine dell’itinerario pasquale…

Continua a leggere l’articolo da Avvenire.it

Condividi su:   Facebook Twitter Google
14 aprile 2020, luigi-clerici