Droghe, alcol e baby-spaccio. Don Burgio: non lasciamo soli i ragazzi

Droghe, alcol e baby-spaccio. Don Burgio: non lasciamo soli i ragazzi

«I nostri ragazzi arrivano sempre più presto alla droga. C’è chi scopre le canne già a 12-13 anni. E all’inizio magari sono solo un rito di passaggio. Ma l’uso che se ne fa non è solo, e non è più, di tipo “ricreativo” ma sempre più spesso “compensativo”: si arriva al consumo – anzi, al policonsumo: droga, gioco d’azzardo, e l’alcol, che sta tornando con forza – per compensare le tensioni, i conflitti, la depressione, le delusioni della vita di ogni giorno. E spesso sono tensioni e conflitti intra-familiari.

Ma c’è un fenomeno nuovo, che molti sanno ma di cui si parla poco: lo spaccio. Sono ormai moltissimi gli adolescenti che spacciano, anche per ricavare denaro per i propri consumi, e che per questo finiscono nei guai con la giustizia. Il policonsumo, intanto ti fa finire nei guai sul piano della salute. E delle relazioni. E del cammino di crescita». È un fiume in piena, don Claudio Burgio, prete della diocesi di Milano.

C’è chi lo conosce come direttore della Cappella musicale del Duomo. Chi come cappellano dell’istituto penale minorile «Beccaria» di Milano. Chi come fondatore della comunità Kayrós di Vimodrone, che dal 2000 si occupa di quelli che la società chiama «cattivi ragazzi». Cambiano ambienti, ruoli, responsabilità. A non cambiare è la passione che muove un impegno al servizio della speranza e della bellezza che abitano e muovono le nuove generazioni.

Anche quando si tratta di «cattivi ragazzi»: quelli che vengono dalle periferie, dalla strada, da famiglie fragili, da scuole lasciate a metà. E magari, intanto, sono passati dal «Beccaria», prima di arrivare – in esecuzione penale o in messa alla prova – a Kayrós, dove da vent’anni la sfida è aiutarli a ricostruire un cammino di vita, a diventare grandi davvero, perché – ed è bussola e slogan, di Kayrós – «non esistono ragazzi cattivi». «La nostra esperienza – riprende il sacerdote – insegna che con una buona educazione e adulti credibili, affidabili, questi ragazzi sono recuperabili».

Per dare nuove chance a questo impegno, ecco il progetto «Non lasciamoli soli» (si veda di seguito) che chiama alla solidarietà per arredare due appartamenti dove ospitare neo-maggiorenni che vivono nella comunità Kayrós e che si vuole accompagnare verso l’inserimento sociale e lavorativo. Anche in questa fascia d’età qualcosa sta cambiando.

«A Vimodrone accogliamo una cinquantina di ragazzi fra i 14 e i 25 anni – riprende don Burgio –. Sono ospitati in sette case, tre delle quali per maggiorenni. Questi ultimi, fra parentesi, li ospitiamo gratuitamente, mentre li aiutiamo nel cammino verso l’autonomia. Ebbene: negli ultimi due anni sono sempre più numerosi i ragazzi, ormai già maggiorenni ma non autonomi, che vengono da noi a chiedere aiuto. Alcuni di loro sono stranieriarrivati in Italia come minori non accompagnati, al compimento dei 18 anni hanno perso la tutela dei servizi sociali e hanno dovuto lasciare le comunità che, senza la copertura di una retta, non sono più in grado di ospitarli. Gli altri invece sono italiani. E non hanno più la famiglia. O con la famiglia hanno conflitti aperti molto forti.

Spesso – spiega il sacerdote – a scatenare il conflitto è proprio il consumo di sostanze, anche se non ancora approdato alla tossicodipendenza. Le prime canne, i “giri” pericolosi, l’abbandono scolastico, l’alcol, l’azzardo: i genitori fanno sempre più fatica a governare queste situazioni. Per questo cerchiamo di aiutare non solo i ragazzi ma – con uno sportello e un gruppo di auto-aiuto – anche i genitori».

Come si giunge a bussare alla porta di Kayrós? «Molti ragazzi arrivano col passaparola dei coetanei. O presentati da adulti che se li sono presi a cuore. Come gli insegnanti. O come i preti dei nostri oratori. Sì – racconta don Burgio – queste situazioni le troviamo anche fra i ragazzi che frequentano i nostri ambienti parrocchiali. E sono da ringraziare questi preti, spesso giovani, che non chiudono gli occhi ma chiedono aiuto, ci chiamano per avere supporto, per costruire percorsi educativi all’altezza della sfida. E noi andiamo negli oratori, come andiamo nelle scuole, anche con gli ospiti della nostra comunità, con incontri, o con spettacoli-testimonianza, per mostrare come, davvero, non esistono “ragazzi cattivi” e storie senza speranza, se non li lasciamo soli e sappiamo camminare assieme a loro».

Don Claudio Burgio, fondatore della comunità Kayrós e cappellano al carcere minorile «Beccaria»

Don Claudio Burgio, fondatore della comunità Kayrós e cappellano al carcere minorile «Beccaria»

Due alloggi da arredare, appello alla solidarietà

«Non lasciamoli soli!». È questo appello ad accompagnare il nuovo progetto rivolto ai neo-maggiorenni che vivono nella comunità Kayrós di Vimodrone, dove sono ospitati adolescenti provenienti dal carcere minorile, dalle periferie milanesi e dalla strada. I ragazzi, quando arrivano nella comunità fondata nel 2000 da don Claudio Burgio, spesso non sono ancora maggiorenni ma hanno già conosciuto la paura, la violenza, la solitudine e la prigione. In Kayrós possono ripartire e ricostruire la loro vita con la speranza di un futuro migliore. «Donare per arredare», è l’idea nata tra le mura di Kayrós. Con il supporto dei donatori e di Fondazione di Comunità Milano si vuole raggiungere questo obiettivo: arredare due appartamenti che ospiteranno otto ragazzi ciascuno, attraverso una raccolta fondi sulla piattaforma For Funding. Quei due appartamenti sono il “trampolino di lancio” del cammino verso l’autonomia. Donare è semplice, dunque: basta andare sul sito forfunding.it, iscriversi alla piattaforma che è totalmente gratuita e donare. L’obiettivo? Raccogliere 50mila euro entro il 13 aprile 2020. «Il tuo sostegno – rende noto un comunicato di Kayrós – vale ancora di più grazie a Fondazione di Comunità Milano che raddoppierà tutte le donazioni fino a un massimo di 25mila euro».

E per i donatori una serata con i comici di Zelig e Colorado

«Non lasciamoli soli», il progetto rivolto ai neo-maggiorenni della comunità Kayrós, che ha l’obiettivo di arredare due appartamenti a Vimodrone grazie alle donazioni, ha una sorpresa in serbo. E una data da segnare in agenda. Quanti doneranno, infatti, potranno assistere a «Comics for Kayrós», una serata spensierata la cui parola d’ordine sarà «leggerezza e divertimento» offerta dai comici di Zelig e Colorado. Saranno presenti i Pis & LovFabrizio Fontana (Capitan Ventosa di Striscia la Notizia) e Gigi Rock. Lo spettacolo si terrà al Teatro Franco Parenti di Milano martedì 10 dicembre 2019 alle 21.

Da Avvenire.it

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25 novembre 2019, luigi-clerici