La Parola della Domenica 20 gennaio

La Parola della Domenica 20 gennaio

Dal libro del profeta Isaìa Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada. Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà. Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,un diadema regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.

   

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

 

Dal vangelo di Giovanni In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.  Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui

. Isaia con insistenza e con urgenza (…per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo…) ci indica la ricerca della giustizia della salvezza come l’impegno più pressante per manifestare la gloria di Dio a tutti i popoli e dare dignità e felicità alla (sua) Terra, felicità condivisa con Dio, come una sposa con il suo sposo . Il salmo ancora ci invita all’annuncio quotidiano ma universale (di giorno in giorno……a tutti) delle meraviglie e della gloria del Signore . Paolo ci propone l’armonia universale che si esprime nella ricchezza delle diversità di doni e di carismi, che si manifestano in ogni creatura per il bene comune, ma che tutta proviene dall’unico Spirito di Dio  . Giovanni ci propone il primo miracolo di Gesù, in apparenza futile, forse persino inutile, ma che esprime l’importanza della gioia e dell’armonia per la felicità degli uomini che, in una festa di nozze, segno dell’Alleanza, sperimentano la meraviglia inattesa del dono gratuito dell’amore di Dio. Allora grande è la responsabilità che Dio dà a ciascuno – là dove si trova ad operare e nel modo che si confà ad ognuno: essere annunciatore dell’amore di Dio, che nella giustizia per tutti i popoli e per ogni creatura conduce alla gioia dell’incontro tra di noi e con Lui, gioia che può realizzarsi in ogni momento della vita, spesso con la sorpresa di un dono inaspettato che arriva quando meno ce lo si aspetta (…non sapeva da dove venisse…Tu hai tenuto il vino buono da parte finora….)

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18 gennaio 2019, parrocchiadiprestino